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Michigan, anni 90. Aiutato dalla sorella Margo e dall’ex allievo Neill, Jack Kervorkian, medico in pensione, finisce per diventare l’unica speranza per i molti malati terminali incurabili abbandonati a se stessi dalla legge e dalla medicina. Il dottor Kevorkian, presto soprannominato “dottor morte”, pratica infatti il suicidio assistito, aiutando a morire i pazienti giunti allo stadio terminale della loro malattia…

  • Valentino Sarti

    L’avvocato mi ricorda Trump……

    • Artjom

      ahhahaha

  • Artjom

    Io da cattolico sostengo il suicidio assistito,gli USA legalizzano di tutto ma quando serve retrocedono,detto questo ottimo film! Consiglio vivamente!!!!

    • Luigi

      Premesso che il film non l’ho visto, comunque sia leggendo il tuo commento mi sento di dire che:
      5° Comandamento: NON UCCIDERE. La morte deve essere naturale e non deve essere forzata. Queste cose le dovresti sapere se sei cristiano cattolico, quindi non condivido assolutamente il tuo pensiero, perché, è contrario all’insegnamento della Chiesa Cattolica.
      Con riferimento al “suicidio assistito” e all’eutanasia, l’enciclica Evangelium Vitae cita varie fonti teologiche e dottrinali, tra cui Sant’Agostino:

      «Non è mai lecito uccidere un altro: anche se lui lo volesse, anzi se lo chiedesse perché, sospeso tra la vita e la morte, supplica di essere aiutato a liberare l’anima che lotta contro i legami del corpo e desidera distaccarsene; non è lecito neppure quando il malato non fosse più in grado di vivere».(Epistula 204, 5: CSEL 57, 320.)

      Detto ciò, cordiali saluti.

      • Pierpaolo Cantone

        Nel film … ed è documentato … si parla del primo anestetico gassoso, l’Etere Etilico.
        Utilizzato circa due secoli dopo la scoperta in quanto ristretto dall’ortodossia del tempo.
        Come farmacista considero la mia funzione sociale quella d’aiutare la mia comunità nel trovare e mantenere una buona salute psico-fisica. Altrettanto vale per il medico.
        Quando non ci sono più opzioni valide, e la qualità di vita diventa insostenibile per la persona, non c’è umanità ne misericordia nel negare l’autodeterminazione.
        Questa solo l’individuo adeguatamente informato può compierla.
        Il resto è pura burocrazia. Spesso contenente un cuore impaurito ammantato d’ignoranza.
        Ed il gerarca che la applica, indipendentemente dalla sua appartenenza, è un male naturale.

        • Artjom

          Concordo pienamente

      • Claudio Frau

        luigi vorrei ripetere, se mi permetti, la tua frase “NON UCCIDERE. La morte deve essere naturale e non deve essere forzata”. naturale. bella parola. ma non credi che anche vivere bisogna che sia il piu naturale possibile? molte persone vengono tenute in vita in maniera forzata. attaccate a macchine. tracheotomizzati. attaccati a sondino e pompe di ogni sorta. te come lo chiami questo? vivere in modo naturale? o è piu che altro un sopravvivere e mettersi a fare il lavoro del “tuo dio” cercando di mantenere il piu possibile in vita un essere umano. quando soffre e sopravvive bloccato in un letto di ospedale fin che nemmeno le macchine posso piu tenerlo in vita. ti ripeto ti sembra una vita naturale questa? io non credo e se ci pensi credo che pure te sei d’accordo. non leggere un libro scritto da dei pastori piu di 3000 anni fa ma magari fatti un giro in un oncologia, o una medicina o una rianimazione, guarda la vera sofferenza e parla con quelle persone. loro ti sapranno sicuramente spiegare REALMENTE cosa vuol dire soffrire. il film parla di un martire

        • Alessandra Mazzilli

          Claudio frau (e lo dico per solidarietà), ma a uno che parla di insegnamenti della chiesa cattolica rispondi? Non serve dire altro, ammiro la determinazione, passo e chiudo.

      • Artjom

        Il comandamento “Non uccidere” non ha alcun nesso in questi casi,non si parla di omicidio ma di suicidio assistito,e per quello che riguarda sant’agostino posso solo dire che per quanto sia ritenuto un santo dalla chiesa cattolica,non vuol dire che ogni cosa che abbia detto è la sacrosanta verita!
        Guardi che ci sono molti cattolici che sostengono il suicidio assistito aldilà di qualsiasi forma di buonismo,vi sono anche preti!Le consiglio vivamente di rivedersi il film perche fa molto riflettere

        • Luigi

          Io non voglio parlare di mente propria, perché, altrimenti parlerò con ignoranza, quindi mi attengo all’insegnamento della Chiesa Cattolica.

          Metto come riferimento l’eutanasia e il suicidio per far capire:

          L’eutanasia

          2276 Coloro la cui vita è minorata o indebolita richiedono un rispetto particolare. Le persone ammalate o handicappate devono essere sostenute perché possano condurre un’esistenza per quanto possibile normale.

          2277 Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l’eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.

          Così un’azione oppure un’omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un’uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L’errore di giudizio nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest’atto omicida, sempre da condannare e da escludere.

          2278 L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’“accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.

          2279 Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d’ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. L’uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile. Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata. A questo titolo devono essere incoraggiate.

          Il suicidio

          2280 Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel’ha donata. E’ lui che ne rimane il sovrano Padrone. Noi siamo tenuti a riceverla con riconoscenza e a preservarla per il suo onore e per la salvezza delle nostre anime. Siamo gli amministratori, non i proprietari della vita che Dio ci ha affidato. Non ne disponiamo.

          2281 Il suicidio contraddice la naturale inclinazione dell’essere umano a conservare e a perpetuare la propria vita. Esso è gravemente contrario al giusto amore di sé. Al tempo stesso è un’offesa all’amore del prossimo, perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la società familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. Il suicidio è contrario all’amore del Dio vivente.

          2282 Se è commesso con l’intenzione che serva da esempio, soprattutto per i giovani, il suicidio si carica anche della gravità dello scandalo. La cooperazione volontaria al suicidio è contraria alla legge morale.

          Gravi disturbi psichici, l’angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida.

          2283 Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte. Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l’occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita.

          PS: Per quanto riguarda i Santi (e con l’andare avanti della vita ci saranno altri), essi parlavano (e parleranno) ispirati dallo Spirito Santo e dunque ispirati da Dio e non parlavano (e non parleranno) seguendo una propria ideologia di pensiero.

          Buona serata.

          • Artjom

            Sinceramente non comprendo ove siano tali citazioni della chiesa,in ogni caso la chiesa temo che nei articoli citati parla in modo collettivo,del tutto generale.Vi sono casi particolari in qui le formalità vengono escluse.Un esempio,durante la seconda guerra mondiale vi erano preti cattolici che benedicevano i soldati fascisti affinchè paradossalmente con la guerra portassero la pace e cosi via anche in Russia con i preti ortodossi.Per qui da cattolico deduco che si tratta soprattutto di relatività e non di colletività.Poi vi sono delle regole le quali non possono mai essere oscurate,tipo che fumare è peccato ecc ma talvolta,ergo,vi sono delle cose relative

          • Pierpaolo Cantone

            Vedi almeno di leggere tutto ciò che la Chiesa scrive sull’argomento, prima di citare a caso e fuori contesto, offendendo i doni di Dio dell’intelligenza e del libero arbitrio:
            http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_25031995_evangelium-vitae.html

            “Per un corretto giudizio morale sull’eutanasia, occorre innanzitutto chiaramente definirla. Per eutanasia in senso vero e proprio si deve intendere un’azione o un’omissione che di natura sua e nelle intenzioni procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore. «L’eutanasia si situa, dunque, al livello delle intenzioni e dei metodi usati».
            Da essa va distinta la decisione di rinunciare al cosiddetto «accanimento terapeutico», ossia a certi interventi medici non più adeguati alla reale situazione del malato, perché ormai sproporzionati ai risultati che si potrebbero sperare o anche perché troppo gravosi per lui e per la sua famiglia. In queste situazioni, quando la morte si preannuncia imminente e inevitabile, si può in coscienza «rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all’ammalato in simili casi». Si dà certamente l’obbligo morale di curarsi e di farsi curare, ma tale obbligo deve misurarsi con le situazioni concrete; occorre cioè valutare se i mezzi terapeutici a disposizione siano oggettivamente proporzionati rispetto alle prospettive di miglioramento. La rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati non equivale al suicidio o all’eutanasia; esprime piuttosto l’accettazione della condizione umana di fronte alla morte.”

      • Sheina

        I Cristiani non detengono la palma delle verità assolute. Tutto dovrebbe essere permesso e ciascuno di noi dovrebbe solo fare i conti con la propria coscienza. Non so cosa farei in una situazione di estrema sofferenza e senza la possibilità di migliorare, ma non mi sento nemmeno così superiore da giudicare il suicidio assistito un errore.

      • Costanza Damiano

        nemmeno desiderare la donna altrui eppure l’adulterio non lo condanna più nessuno. Ognuno è libero di decidere della propria vita.

  • J3dol

    la storia sicuramente darà ragione al dr. Kevorkian.

  • Samuele

    Che spettacolo di film.

  • Pierpaolo Cantone

    Un film diretto, scabro, duro e sdegnoso che denuncia un male della nostra società.
    L’interpretazione di Pacino lo è altrettanto, essendo perfettamente in sintonia.
    Secondo me è un film da vedere e far vedere.
    .S
    .P
    .O
    .I
    .L
    .E
    .R
    .
    .
    .
    Con una popolazione in continuo invecchiamento, con farmaci quasi esclusivamente palliativi, l’aumento della lunghezza della vita media non è quel dono benevolo da molti sperato.
    Nella realtà mediamente s’è strutturato un circolo vizioso nel quale la persona assume farmaci che non curano (eccetto pochi casi) ma modificano solo il quadro dei sintomi. Questo porta ad un handicap ingravescente che spesso termina con una condizione di totale assenza di autodeterminazione, in balia del proprio corpo o della propria mente.
    In quella condizione è etico, civile, santo e benevolo il gesto di aiutare la persona nella sua scelta volontaria.
    In pochi casi, l’eutanasia è una scelta dovuta. Così come in tutti i casi l’espianto dovrebbe esserlo.
    Non è un problema tecnico, clinico o scientifico. Bensì morale, sociale e civile.

  • Bax Mauer

    Non conoscevo la storia di questo dottore, questo film mi ha illuminato. Al Pacino splendido.

  • Voto 9
    Film stupendo con un Al Pacino grandioso come al solito. Da vedere!

  • Andrea Riccio

    I bigotti chiesofili mi fanno tanto ridere… film oltremodo stupendo!!!!

  • Costanza Damiano

    Anche giudicare gli altri è peccato… quindi vivi e lascia vivere.

    • Luigi

      Condannare il peccato, ma non il peccatore!
      Come Gesù, così la Chiesa giudica il peccato, condanna il peccato ma non condanna e non giudica in modo definitivo il peccatore. Ogni persona che pecca resta più grande del peccato commesso.

      Riprendere, correggere, consigliare, ammonire una persona che vive in stato peccaminoso non significa giudicare!

      Spero che capisca con le Sette opere di Misericordia spirituale.

      LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE:
      1 – Consigliare i dubbiosi
      2 – Insegnare agli ignoranti
      3 – Ammonire i peccatori
      4 – Consolare gli afflitti
      5 – Perdonare le offese
      6 – Sopportare pazientemente le persone moleste
      7 – Pregare Dio per i vivi e per i morti

      Costanza Damiano, quindi, voglio farle capire che:

      Giudizio e constatazione sono due cose diverse.
      Giudizio e consiglio sono due cose diverse.
      Giudizio ed ammonimento sono due cose diverse.
      Giudizio ed insegnamento sono due cose diverse.
      Giudizio e riprensione sono due cose diverse.
      Giudizio e correzione sono due cose diverse.
      Ecc…

      Spero che abbia capito quello che ho detto.

      Dicendo “vivi e lascia vivere”, si rientra così nel libertinaggio, cioè che ogni cosa che si fa è lecita ed è assolutamente sbagliato questo pensiero.
      Come gli ho già detto, il libero arbitrio deve essere conforme alla Legge di Dio (I Dieci Comandamenti) e NON al mondo e alle cose carnali.

      Con questo dovrebbe capire:

      Gesù dice:

      (Matteo 15,19-20)
      19 Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie. 20 Queste sono le cose che rendono impuro l’uomo;

      Paolo dice:

      (Galati 5,19-21)
      19 Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, 20 idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21 invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio.

      Quindi, se io vedo una persona che vive in stato di peccato è mio dovere da cristiano riprenderla per il suo bene, poi se questa persona rifiuta ostinatamente gli insegnamenti di Cristo, della Chiesa Cattolica, allora non posso farci nulla, perchè, è una sua deliberata scelta e non posso obbligare.

      Gesù diceva:

      (Giovanni 11,25-26)
      «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.

      Dunque la invito a seguire e credere fedelmente agli insegnamenti della Chiesa Cattolica, perchè, sono gli insegnamenti di Cristo, per ottenere la vita eterna.

      Alla fine della nostra vita terrena, la nostra anima va in esilio dal corpo e si reca dinanzi al Signore per essere giudicata sui Dieci Comandamenti:

      I – Non avrai altro Dio all’infuori di me.
      II – Non nominare il nome di Dio invano.
      III – Ricordati di santificare le feste.
      IV – Onora il padre e la madre.
      V – Non uccidere.
      VI – Non commettere atti impuri.
      VII – Non rubare.
      VIII – Non dire falsa testimonianza.
      IX – Non desiderare la donna d’altri.
      X – Non desiderare la roba d’altri.

      Detto ciò, le ribadisco dunque che nel mondo: “OGNUNO E’ RESPONSABILE DEL PROPRIO COMPORTAMENTO”.

      Quindi o si sceglie di seguire fedelmente Cristo e i Suoi insegnamenti o la via della perdizione.

      (Matteo 7,13-14) —> Le due vie (Aspirare al Regno dei Cieli (*1;*3), evitare l’Inferno (*2)):

      [13] (*1) Entrate per la porta stretta, (*2) perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; [14] (*3) quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!

      Buona serata, cordiali saluti.

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